La Pericolosità Delle Onde Elettromagnetiche dei Cellulari

Da tempo si parla dei possibili danni causati dal cellulare al nostro cervello.

Sino ad ora non era emerso un legame tra l’utilizzo del cellulare e i tumori al cervello ma recentemente una sentenza del Tribunale di Ivrea ha collegato una patologia tumorale benigna all’utilizzo protratto del cellulare nelle conversazioni telefoniche.
La sezione lavoro del Tribunale di Ivrea, con la sentenza n.96 del 30/03/2017, ha stabilito “ un nesso causale tra tumore al cervello e uso del cellulare per il sig. Romeo dipendente TELECOM: danno biologico permanente”; e ha condannato l’INAIL alla corresponsione di una rendita vitalizia per malattia professionale ad un dipendente TELECOM, che ha contratto un Neurinoma, tumore benigno ma invalidante al cervello, causato da uso intensivo senza protezioni del cellulare aziendale, nell’arco di 15 anni per più di tre ore al giorno.

onde elettromagnetiche sul cervello
fonte thetruthaboutcancer.com

Di seguito vengono riportati alcune sentenze e dichiarazioni inerenti all’argomento da parte di professionisti medici o strutture sanitarie:

Prof.DIEGO SERRAINO – Responsabile Struttura Epidemiologia Oncologica del CRO di Aviano ha dichiarato :

“Quando si parla al cellulare è bene non farlo per tempi lunghi perché questo può portare a un surriscaldamento del lobo auricolare e del nervo acustico, una situazione che può portare a degenerazioni quindi a potenziali patologie come le Neuriti, non solo ai Tumori.”

L’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione) suggerisce di ridurre l’esposizione, usare gli auricolari e scrivere sms. I campi elettromagnetici prodotti dai cellulari sono considerati dall’IARC cancerogeni di gruppo 2/B per gli esseri umani, in base ad un aumentato rischio di sviluppare il Glioma, un tumore del cervello la cui frequenza è risultata statisticamente aumentata con l’uso di telefoni senza fili” (R.it 20/04/2017)

SAR 15 minuti telefonata
fonte: muditalab.com

Con sentenza 17438 del 12/10/2012 la Sezione lavoro della Corte di Cassazione, ha concesso la rendita per malattia professionale con invalidità dell’80% al Sig. Innocente Marcolini.
Per i giudici è stato l’uso continuo del cellulare per lavoro a causare il tumore benigno al trigemino sinistro (neurinoma del Ganglio di Gasser) 12 anni di telefonate continue per 5/6 ore al giorno. (Corriere della Sera – sportello cancro 20/04/2017)

Prof. PAOLO MARIA ROSSINI – Direttore Istituto dei Neurologia Policlinico Gemelli Roma:
“La Cassazione si era rifatta ai dati forniti dall’OMS che ha classificato le emissioni in radiofrequenze dei cellulari tra le concause di neoplasie del cervello, quando l’utilizzo è superiore a 1 ora al giorno per 10 anni consecutivi” (Consumatori.it 15/03/2017)

“Parlo solo dell’organo di mia competenza, il cervello. Occorre ricordare che i cellulari producono un’emissione di un fascio di onde elettromagnetiche che impattano sul cranio dalla parte dove è accostato l’orecchio e raggiungono la zona del cervello sottostante (in particolare il lobo temporale), per tutto il tempo della chiamata.”

 

SAR

Ogni modello di cellulare ha potenzialmente una pericolosità diversa, basata sul calcolo del SAR. Il tasso di assorbimento specifico o SAR (acronimo di Specific Absorption Rate) esprime la misura della percentuale di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano quando questo viene esposto all’azione di un campo elettromagnetico a radiofrequenza (RF). Esso dipende dalla “massa corporea” (peso) della persona, è quindi molto più pericoloso nei bambini.

Prof. PAOLO MARIA ROSSINI – Direttore Istituto di Neurologia Ospedale Gemelli – Roma:
“La letteratura scientifica sul rischio per la salute è molto disomogenea, consideriamo che l’OMS ha classificato le emissioni in radiofrequenze dei cellulari tra le concause di neoplasie del cervello, se usate in modo massiccio.”
In attesa di questi studi sconsiglierei fortemente l’utilizzo prolungato del cellulare in età precoce (anche in adolescenza) e obbligherei sempre a utilizzarli con l’auricolare inserito”. (Consumatori.it 15/03/2017)
“L’effetto delle onde elettromagnetiche sul cervello è cumulabile “.

Per la normativa europea, il valore consentito è di 2W/Kg, misurati su 10 grammi di tessuto; per la legislazione USA il limite è di 1.6 W/Kg misurati su 1 grammo di tessuto. Le due scale sono molto simili.

assorbimento SAR nei bambini
fonte cellsafe.com

 

 

La Soluzione

Non esistendo ancora una tecnologia in grado di evitare che i fasci di onde elettromagnetiche propagati dal dispositivo raggiungano il nostro cervello, PennyApp nasce come strumento di prevenzione dall’utilizzo protratto del cellulare.

Ora nelle aziende esiste un nuovo rischio di malattia professionale, al quale ad oggi non c’è una protezione efficace. Le aziende si troveranno quindi a dover fronteggiare sempre più casi come quelli citati nelle sentenze.

PennyApp, con il pacchetto di servizi PennyPack, si rivolge in primis alle tutte quelle aziende che danno in dotazione un cellulare ai propri dipendenti, ma anche ai privati che utilizzano il cellulare ed hanno a cuore la propria salute e quelle dei propri cari.

PennyApp monitorerà sia il tempo speso per la singola telefonata prolungata sia il tempo speso per tutte le telefonate che l’utente effettuerà con il cellulare prospicente al cervello, nell’arco delle 24 ore.
Con diversi allarmi, l’utente verrà avvisato quando è stato superato il tempo di sicurezza precedentemente impostato, invitandolo ad allontanare il cellulare dall’orecchio e proseguire la conversazione attraverso l’uso del vivavoce o dell’auricolare.
PennyApp si assicurerà che il tempo di riposo preimpostato venga rispettato, consentendo di proseguire la telefonata senza allarmi, solo quando questo sarà totalmente rispettato.

PennyApp fornirà all’utente la possibilità di monitorare giornalmente, settimanalmente e mensilmente il tempo totale trascorso con il cellulare all’orecchio, mettendolo in grado di valutare l’utilizzo corretto o meno del cellulare (scopri come funziona PennyApp)

Per il settore professionale, il pacchetto PennyPack prevede i salvare i dati raccolti in modo sicuro sul cloud. I dati raccolti verranno trasmessi quotidianamente ai server, e archiviati su un database abbinato all’azienda e all’identificativo del cellulare e del dipendente che ne sta facendo uso.
L’azienda potrà quindi sottoporre i risultati raccolti al medico di fabbrica e al responsabile della sicurezza che valuteranno se l’esposizione a questo rischio rientri nei parametri stabiliti e se necessario modificarli e/o intervenire con il dipendente, affinché faccia un uso corretto del cellulare.
Pertanto si può considerare PennyApp come un vero e proprio D.P.I. (Dispositivo di Protezione Individuale), che permetterà alle aziende di sensibilizzare il dipendente sui danni causati dalle onde elettromagnetiche al cervello, consegnandogli un valido strumento per prevenirli.
Storicizzando tutti i dati, permetterà alle aziende un concreto controllo alla reale esposizione del dipendente a questo nuovo rischio di malattia professionale ed eventualmente, se coinvolte in un procedimento giudiziario per risarcimento danni, sarà un valido strumento per dimostrare le reali modalità di utilizzo del cellulare aziendale e la volontà aziendale di aver informato e protetto il proprio dipendente. (vedi offerta PennyPack)

In definitiva PennyApp è come un piccolo angelo custode che avvisa l’utente quando sta bombardando eccessivamente il proprio cervello di onde elettromagnetiche e gli suggerisce come evitarlo.

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